È tardi, amore:
portami il fiore dei capelli
perché io lo morda
e ne faccia un sonno
di mille giorni;
in genere, quando fissi
la pioggia all'esterno,
i tuoi occhi si sfaldano
come le cose morte
del primo mattino,
ma è il tuo canto
che le rende erotiche
come le natiche dopo il diluvio
sugli alberi spogli, glabri, bianchi;
seguo il tuo corpo
come una freccia nel buio,
poi mi fermo
e ricordo che ti sei fatta
sembianza per rivelarmi
che persino dall'incubo o dal nulla
può discenderne la grazia

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