Quando l'esistenza
è impostata sui minimi,
conoscersi ed abbattersi
diventa l'unica priorità.
Per questo mi sottraggo
alle tempeste di merda
che ormai non basta più
neanche l'ombrellone,
mentre a vicenda ci si strilla
"coglione, disastro umano,
analfabeta emozionale, cazzaro
del male, avanzo di tenia,
progenie incompleta!"
e poi, di nuovo: "analfabeta!"
Per questo questo mi allontano
dall'arena, mi schiaccio contro
una fessura tra le piante e sussurro
una preghiera alla Natura:
"proteggi le nostre paranoie,
le ferite sulle gambe, i disastri
negli specchi, le vite negli stagni,
i capelli delle donne".

























